Diario
16 novembre 2006
Prevecchi
Mi piacciono i racconti ed i romanzi di quel gran genio e visionario di Philip K. Dick.Ieri sera avevo sottomano il racconto “The minority report” – dal quale Spielberg ha liberamente tratto il quasi omonimo film.Se conoscete la storia, vi ricorderete dei Precog. I tre mutanti che riescono a “contemplare il futuro”. Il breve racconto di Dick l’ho ripreso in mano perché ieri quel genio della comunicazione politica di Davide Guadagni, parlandomi di alcuni giovani funzionari di partito, li ha definiti Prevecchi. La sua colta citazione ha colpito nel segno.Nella politica italiana, non sarebbe necessario essere mutanti e preveggenti per lavorare bene.Basterebbe riuscire a leggere bene il presente. Ed applicare le proprie competenze.Ma nei nostri partiti è difficile riuscire a far emergere – se ci sono – le proprie capacità. Soprattutto per i giovani. Prima bisogna fare la gavetta da portaborse locale e poi sperare di riuscire a fare carriera: portaborse nazionale e, se sei sufficientemente rampante e capace di gestire tessere e conoscenze, puoi ricoprire un ruolo di responsabilità anche sotto i trent'anni. Ma sei incapace di leggere la realtà, perché fermo al passato, e incapace di applicare le tue competenze, perché le hai accantonate da tempo. Ed è già tardi per cambiare, perché sei già vecchio. Anzi Prevecchio.
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